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La Chiesa parrocchiale

La Chiesa parrocchiale


La sua denominazione ufficiale è "Santa Maria del castello". La prima pietra della nuova grande chiesa fu benedetta il 19 aprile 1779, ma ci vollero ben 180 anni di discussioni per scegliere il posto dove edificarla.
Il progetto è opera dell'architetto Giacomo Carretto, discepolo di Juvarra, uno dei principali rappresentanti dello stile barocco che dominò l'arte italiana del XVII secolo (sono opera sua il palazzo Madama di Torino, la Basilica di Superga e la Palazzina di Stupinigi).
Egli si trovò subito di fronte a un problema di scelta del sito: c'era chi la voleva al posto del piccolo oratorio dei Disciplinati, chi sul terreno dell'antica chiesa, vicino al castello distrutto, chi infine nella piana. Il famoso architetto riuscì a mettere tutti d'accordo, ma dovette costruire due chiese, per poter soddisfare i Disciplinati e la popolazione.
Il terreno per la costruzione venne donato dal signor Francesco Scaliti e l'impresa esecutrice fu la famiglia Muratore, abili capomastri di quel tempo.
L'opera si presentò talmente mastodontica che nel maggio successivo venne affidata, per la prosecuzione dei lavori, al capomastro Domenico Pedrotta.
Il tempio fu ultimato nel 1784 e fu, per quell'epoca, una costruzione colossale.
Comprende due chiese, una sull'altra: la superiore è la parrocchiale sotto il titolo di Nostra Signora Assunta, mentre quella di sotto è l'oratorio della confraternita dei Disciplinati, chiamata anche "chiesa dei Battuti". Battuti - in dialetto Batù - è il nome popolare degli appartenenti a una associazione fondata per le opere di carità e di pietà, per l'esempio del buon culto e della penitenza. La costruzione costò complessivamente 4.700 lire, il progetto 228 lire e tre soldi.